Storia dell’ultimate

Nato negli anni 60 negli Stati Uniti, dove è oggi largamente praticato, Ultimate Frisbee si è diffuso in tutto il mondo, fino a convertirsi in uno sport realmente internazionale. Si gioca in più di 30 paesi sparsi nei cinque continenti e possiede la propria federazione mondiale, la World Flying Disc Federation. L’Ultimate è uno sport speciale che seduce rapidamente per la sua immediatezza e la sua spettacolarità di gioco. Per praticarlo è sufficiente un disco, due squadre e uno spazio per il campo: un prato d’erba, una palestra (Indoor Ultimate) o una spiaggia (Beach Ultimate). E’ uno sport di squadra aerobico, sviluppa ogni gruppo muscolare ed allena la coordinazione oculo-motoria, ed il contatto fisico tra giocatori è molto limitato.
Però quello che lo rende veramente speciale è il suo lato educativo:

  • E’ uno sport misto, che affonda le sue radici nell’uguaglianza dei sessi. Infatti esiste una divisione “femminile” (Womens), una “mista” (Mixed), ma invece di esserci una divisione “maschile” c’è la divisione aperta a tutti, la Open.
  • E’ uno sport in cui non esiste l’arbitro (il regolamento esplicitamente non lo prevede), che
    si nutre di autentica sportività perché si basa sull’auto-arbitraggio, sul rispetto delle regole e
    dell’avversario.

L’Ultimate si pratica principalmente in erba, 7 contro 7, ma anche nella versione 5 contro 5 nel Indoor e nel Beach Ultimate. Il campo da gioco è un rettangolo allungato con due aree di meta a ciascun estremo. Si gioca con un disco regolamentare di 175 grammi. Per segnare un punto la squadra deve avanzare passandosi il disco fino a raggiungere la meta avversaria, dato che al giocatore col disco in mano non è permesso correre. Oggi in Italia esistono più di venti squadre e ogni anno la Federazione Italiana Flying Disc organizza i Campionati Nazionali delle divisioni Open, Women e Mixed. Regolarmente si celebrano i rispettivi campionati nazionali, centinaia di tornei internazionali e chiaramente i Mondiali, manifestazioni che ormai radunano migliaia di giocatori provenienti da tutto il mondo. L’Ultimate sarà per la quarta volta sport ufficiale dei World Games che si terranno nel 2009 a Taipei. Un altro passo verso la consacrazione come sport Olimpico. L’ultima edizione dei Mondiali per nazioni (WUGC 2008 Vancouver, Canada) ha visto il dominio del Nord America, USA e Canada, quest’ultima vincitrice delle divisioni open e mixed. A tener testa a questo strapotere il Giappone, mentre fra le nazioni europee spicca, dopo anni di dominio svedese, la Gran Bretania“…la sportività è un fattore chiave per uno sport di squadra altamente competitivo che ha deciso di eliminare la figura dell’arbitro!”


L’unione dei sessi

L’Ultimate è uno sport misto, dato che le squadre possono essere composte da giocatori di ambo i sessi, cosa che senza dubbio contribuisce ad una educazione verso l’uguaglianza dei sessi.
Nato negli Stati Uniti alla fine degli anni sessanta, si sviluppa subito come uno sport praticato da ragazzi e ragazze. Questa tradizione si va mantenendo viva, nonostante la competitività e il livello di gioco siano cresciuti notevolmente in questo ultimo decennio.
Lo dimostra il fatto che benché sia stata creata la categoria femminile (Women), non è mai stata creata quella maschile, bensì la “Open”, che come dice il nome stesso, è aperta a qualsiasi classe di giocatore (età, sesso…). più spavalde giocatrici possono così misurarsi con gli uomini, e anche con successo, dato che l’abilità tecnica unita alla lucidità di gioco permettono loro di bilanciare le capacità fisiche degli uomini. Si è verificato in più di un’occasione che una squadra composta esclusivamente da ragazze abbia partecipato ad un torneo “Open” dove le restanti squadre erano tutte composte da ragazzi.


Rispetto e sportività

L’Ultimate è uno sport che non prevede la figura dell’arbitro, perché si basa sul rispetto delle regole e dei giocatori, cosa che contribuisce ad aumentare la sportività. Esistono molti sport di squadra di collaborazione/opposizione e senza contatto fisico, ma l’Ultimate è senza dubbio l’unico che si pratica con successo attraverso l’auto-arbitraggio, senza la presenza di una figura arbitrale esterna.


Perché non c’è l’arbitro?

Risulta sempre difficile spiegare a chi non conosce l’Ultimate, che in questo sport tutti rispettano le regole, senza falli o scorrettezze, addirittura senza bisogno della presenza di un arbitro! La domanda infatti potrebbe essere capovolta: “Perché esistono gli arbitri negli sport di squadra?” Effettivamente questa è la caratteristica che rende l’Ultimate uno sport davvero unico. Ma le regole si spingono oltre. Non solo non esiste la figura dell’arbitro, ma addirittura non sono previste sanzioni, proprio perché non sono previsti i trasgressori. Per cui, per essere un giocatore di Ultimate non c’è altra scelta che la correttezza sportiva. Questo voto di rispetto delle regole e degli avversari è noto come “Spirit Of The Game” (SOTG), qualcosa di imprescindibile per poter giocare a Ultimate. Così recita un paragrafo delle regole ufficiali della WFDF: “L’Ultimate incita a la sportività e al “fair play”. La competizione estrema è incoraggiata a patto che questo non significhi infrangere le regole, perdere il rispetto tra i giocatori e il genuino piacere di giocare.” Dalla prima edizione dei Mondiali di Ultimate, organizzata a Gothenburg (Svezia 1983), l’Italia ha partecipato 9 volte su 12 eventi. Il miglior piazzamento è l’8° posto della nazionale Femminile (Finlandia 2004) e il 10° posto di quella Open ai Mondiali di Vancouver (Canada 2008), dove per la prima volta una giocatrice italiana (Manuela Argilli) ha vinto l’oro (con la nazionale USA). In campo europeo invece l’Italia ha ottenuto la medaglia d’argento agli Europei di Fontenay-le-Comte (Francia 2003) grazie alla nazionale Master che ha anche vinto nell’ultimo mondiale il trofeo dello Spirito Del Gioco.


upa

L’Ultimate pur essendo uno sport giovane, ha avuto una crescita esponenziale: secondo un’indagine statistica della Sporting Goods Manufactures Association (SGMA) solo negli USA più di 6 milioni di persone lo praticano ed è lo sport con il più alto tasso di crescita.


wfdf

Oggi l’Ultimate è diffuso nei 6 continenti e ben 52 nazioni aderiscono alla federazione mondiale (WFDF) che è membro della General Association of International Sports Federations (GAISF), della International World Games Association (IWGA) e della International Council for SportScience and Physical Education (ICSSPE).


wgames

L’Ultimate partecipa come sport ufficiale ai World Games, dimostrazione del credito acquisito a livello internazionale.